8 MARZO 2026
Quest’anno, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, il nostro pensiero è rivolto alle ragazze e alle donne che vivono in scenari di guerra: sono le donne ucraine, che da quattro anni vivono l’aggressione militare della Russia di Putin; sono le donne palestinesi, che vivono in una terra martoriata dove continuano massacri e violenze; sono le donne israeliane, stuprate ed uccise nel vile attacco di Hamas del 7 ottobre 2023; sono le donne afgane, alle quali i Talebani hanno ormai vietato tutto (lo studio, il lavoro, la libertà di movimento); sono le donne iraniane, dilaniate tra un regime religioso oppressivo e la guerra che da pochi giorni vede coinvolto l’Iran e l’intero Medio Oriente; sono le bambine studentesse uccise nell’attacco israelo-statunitense a Minab; sono le donne del Sudan, vittime di stupri e violenze di ogni genere da ormai due anni, con la guerra in corso nel loro Paese.
Il nostro pensiero non può non andare a queste donne, alle donne che, sugli scenari di guerra, sono insieme ai bambini, le prime vittime di violenza.
Non possiamo non celebrare il coraggio di tante donne che nel mondo combattono per diritti elementari, negati da regimi autoritari e patriarcali o calpestati per le guerre in corso.
Questo 8 marzo cade in un momento storico terribile, dove la guerra sembra prevalere in tante parti del mondo.
È nostro dovere – come ha ricordato il Presidente della Repubblica Mattarella – “vincere la tentazione dell’isolamento. Si vive in una comunità non in un insieme anonimo di individui che si ignorano a vicenda, indifferenti gli uni agli altri. In più la guerra è tornata a spargere sangue nel mondo in tante sue parti, anche non lontano dalla nostra Italia…A tutti i livelli, a partire dalla vita quotidiana, fino a quella della dimensione della vita internazionale, si confrontano due modi contrapposti di pensare: quello di preoccuparsi soltanto dei propri interessi, imponendosi sugli altri; e quello di condividere invece difficoltà e opportunità , per cercare di conseguire successi insieme. Non dobbiamo rassegnarci né pensare che siano derive inevitabili. Al contrario, occorre avere fiducia, perché la premura per gli altri, il senso di comunità , la capacità di affrontare difficoltà che a taluno sembrano insormontabili, sono più forti delle circostanze e degli eventi negativi. E l’Italia di queste doti ne ha grande abbondanza”.
Non c’è da rallegrarsi.
Ma neanche possiamo abbatterci.
Buon 8 marzo a tutte le donne, alle donne che non ci sono più perché vittime di femminicidi, alle donne meno fortunate in tante parti del mondo, alle donne forti che ogni giorno affrontano la vita anche con successo, alle splendide ragazze di questa scuola, alle docenti, alle mamme, ed alle donne tutte dell’Istituto IV Stanziale.
La Dirigente Scolastica
Patrizia Ferrione
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